Messaggi inerenti agli animali acquatici.
#5004
Probabilmente dovrei postare nelle recensioni, ma questo libro merita qualcosa in più delle solite poche righe di descrizione.

Iniziamo con ordine: Williams è un medico, nella fattispecie un epidemiologo, e come lui stesso ammette più che essere affascinato dalla figura di Sir Peter Scott che dall'oramai leggendario Mostro di Loch Ness.
Se il nome di Sir Peter Scott suona familiare è perché lo dovrebbe.
Unico figlio del tragico esploratore antartico Robert Falcon Scott, Sir Peter è stato uno dei fondatori del WWF e dei campioni della conservazione naturalistica. I suoi altri successi sono legioni: artista straordinariamente dotato, medaglia di bronzo alle Olimpiadi (vela) ed eroe di guerra.
Nascosta in mezzo a quella foresta di successi c'è un lato oscuro della vita di Sir Peter, ovvero sia la sua fede nel più celebre abitante dell'immaginario collettivo umano del Dopoguerra.

Questa figura è il centro intorno cui si dirama la storia che non è quella di Nessie, ma delle persone che hanno dato la caccia a questo fantomatico residenze del più grande lago scozzese.
Come Williams fa notare, chi viene anche solo toccato da Nessie vede la sua vita trasformata: si va dai credenti puri, che per il Mostro hanno sacrificato tutto, a chi ha avuto un brefe flirt per poi divenire scettico.
In mezzo a tutto questo c'è l'enigmatica figura della Academy of Applied Science, la fondazione di Boston che grazie ai suoi contatti col MIT portò Nessie alla ribalta negli anni '70.
Alcune figure a noi familiari appaiono come comparse sullo sfondo: Bernard Heuvelmans compare brevemente durante una visita effettuata a Loch Ness insieme a Sir Peter, mentre Jacques Cousteau fa solo una rapida apparizione per un commento non riportabile sull'intera vicenda.

Grazie al lavoro d'archivio e alla generosa collaborazione (sorprendente in virtù del fatto che Williams è apertamente scettivo) di vari Adrian Shine e Dick Raynor, molti misteri vengono definitivamente aperti.
Ne resta solo uno, che probabilmente è destinato a restare irrisolto: l'articolo pubblicato su Nature nel Dicembre del 1975.
Nessuno, neppure alcuni membri dello staff di Nature del periodo che ricordano chiaramente la vicenda, sa dare una spiegazione sul perché gli editori decisero di pubblicare questo pezzo che definire controverso è riduttivo. Chi potrebbe rispondere è da tempo passato a miglior vita e nulla resta negli archivi della rivista del periodo.
Se Sir Peter ha "tirato leve" per fare pubblicare l'articolo, non ne resta traccia nei suoi immensi archivi.

Questo è l'unico mistero che resta alla fine del libro.
#5007
Molto interessante : Thumbup : . Aggiungo che, almeno per me, le ricostruzioni di Nessie di Scott, con la doppia gobba e il collo e la testa molto piccoli in proporzione al resto del corpo, sono sempre sembrate un po' inquietanti
#5009
LeonidasJoker ha scritto:Ma l'articolo del 1975 di cui parli è quello di "Nessiteras rhombopteryx" (aka "Monster hoax by Sir Peter S.)? Comunque non lo sapevo che questo Scott fosse il figlio del comandante Scott.
E' quello, e l'anagramma non è stato voluto.
Appassionati di anagrammi ne hanno tirati fuori venti da quel nome. : Wink :

Per quanto riguarda le opere di Scott, ironicamente il suo celebre "Courtship in Loch Ness" rappresenta la postura del collo del "classico" plesiosauro in modo scientificamente corretto. : Thumbup :
#5011
Mauro ha scritto:
LeonidasJoker ha scritto:Ma l'articolo del 1975 di cui parli è quello di "Nessiteras rhombopteryx" (aka "Monster hoax by Sir Peter S.)? Comunque non lo sapevo che questo Scott fosse il figlio del comandante Scott.
E' quello, e l'anagramma non è stato voluto.
Appassionati di anagrammi ne hanno tirati fuori venti da quel nome. : Wink :

Per quanto riguarda le opere di Scott, ironicamente il suo celebre "Courtship in Loch Ness" rappresenta la postura del collo del "classico" plesiosauro in modo scientificamente corretto. : Thumbup :
E pensare che invece tanti hanno marciato su quell'anagramma per deridere il povero Sir Peter.